di Rosanna Magrini

gente-di-padule

sabato, 20 febbraio 2016

ore 21.15

Una produzione MIMESIS

 

Musiche dal vivo Marco Bellagamba

Organizzazione Eloisa Pierucci

 

con

Annalisa CIMA e Stefano TOGNARELLI

Questa è la storia di Gente di Padule, gente considerata disdicevole al pari dello stesso ambiente umido in cui viveva. Questo è quello che pensava Annibale durante la seconda guerra punica. D’altronde Annibale ci aveva perso un occhio e tutti i suoi elefanti. Ma questa è anche la storia di un armadio, un armadio marrone scuro. Le due ante rivolte verso il muro, forse perché a nessuno venisse in mente di aprirlo o forse per un atteggiamento di vergogna.

Dentro quell’armadio, sono stati nascosti per sessant’anni i fascicoli contenenti i nomi dei responsabili, nazisti e fascisti di Salò, delle centinaia di stragi che hanno colpito il nostro Paese tra il 1943 e il 1945. Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, Fivizzano, Capistrello, Barletta, Matera e tanti altri Comuni colpiti dalla barbarie. Decine di migliaia di vittime. Gente senz’armi, civili in fuga dalla guerra. Per lo più donne, vecchi, bambini trucidati in base alla feroce legge del più forte. E grazie a quell’armadio gli assassini hanno goduto di sessant’anni di impunità.
 
Verità a lungo nascoste, processi negati, memorie alterate e discussioni storiografiche sacrificate in nome della ragion di stato e per opportunità economiche e politiche. Ma cosa impedisce oggi di sapere come andarono le cose? Chi dette l’ordine? Quale fu esattamente e per quali motivi? Perché la verità e la giustizia sono questioni secondarie per il Bel Paese?
La mancanza di chiarezza sulle modalità e sul luogo del ritrovamento, il fatto che solo le denunce contro ignoti furono spediti alle procure interessate mentre sulle piùatroci stragi di cui si conoscevano i nomi degli esecutori fu apposto il timbro “archiviazione provvisoria”, ingenerò una serie di interpretazioni, che fecero parlare dell’armadio della vergogna, titolo evocativo del libro del giornalista Franco Giustolisi, il primo ad aver fatto emergere il tema dell’occultamento di fascicoli relativi a stragi nazifasciste.
 
Si giunse ad una riflessione che coinvolse la magistratura militare, la storiografia, la politica, finalizzata a capire se su quella mole di documenti vi fosse stata una qualunque ingerenza per fermare i processi ai responsabili di stragi. Ed è proprio a partire dagli atti dei processi e dalle relazioni redatte dal Consiglio della magistratura militare e poi dalla commissione Giustizia della camera dei deputati al termine delle loro indagini, che prende vita la drammaturgia dello spettacolo, creando collegamenti tra immagini, documenti, ricerche di storici, video e musiche. La narrazione, attraverso un linguaggio ironico ed irriverente tesa a stabilire una comunicazione diretta e colloquiale con il pubblico, si interroga sul significato di pacificazione nazionale e sul perché, il nostro paese, sia ancora incapace di meritare una memoria finalmente condivisa.Un attore, un’attrice e un musicista, racconteranno questa storia, la storia della Gente di Padule, di un armadio e di una giustizia che ha dovuto aspettare sessant’anni e che ci trova, ancora oggi, a di fare i conti con il nostro passato.
E’ gradita la prenotazione

Il botteghino aprirà due ore prima delle rappresentazioni. Per prenotazioni e/o maggiori informazioni è possibile contattare la Segreteria del Teatro

infoline segreteria@teatrosantamariaamonte.it   |   infomobile 371.1272850

Intero: € 10,00
Ridotto Soci Pensieri di Bò: € 8,00
Ridotto bambini e ragazzi (dai 5 ai 14 anni): € 5,00
Bambini fino ai 5 anni: gratuito
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